Nessun uomo è un’isola

Cosa ci ha insegnato questo periodo di chiusura forzata?

A me personalmente tante cose, prima tra tutte la consapevolezza che non possiamo controllare ogni aspetto della nostra vita, che ci sono situazioni che non dipendono dalla nostra volontà.

Chissà se le cose torneranno pian piano al loro posto? Ma desideriamo davvero che tutto torni come prima? O vogliamo approfittare delle tante riflessioni e considerazioni fatte durante il periodo di lock-down  per rendere il mondo in cui viviamo un po’ più bello di quanto non fosse prima?

Il mio attaccamento alla terra e ai suoi frutti ha origini lontane quando, bambina, mi recavo con mio padre nella campagna di mio nonno, bracciante agricolo, e desideravo ardentemente rendermi utile prendendo parte attiva al duro lavoro.

Crescendo ho continuato ad amare la terra e tutto ciò che da essa deriva, tanto che oggi nutro una passione spropositata per la cura delle piante di ogni specie.

Questo continuo richiamo della terra è sfociato in quello che oggi è diventato il mio lavoro. Impegnata da circa 20 anni nel turismo, lo scorso ottobre, insieme alle mie amiche Patrizia e Roberta,  ho dato vita ad una società di intermediazione di servizi turistici legati al turismo esperienziale. Un segmento in continua espansione che va a braccetto con tutto ciò che la nostra splendida isola  è in grado di offrire a 360 gradi. Esperienze a stretto contatto con il territorio, con la natura, con la terra e con i suoi prodotti, la loro trasformazione e la possibilità di consentire ai viaggiatori di conoscerne le origini, le proprietà, i benefici ed il loro utilizzo, sia in cucina che in svariati ambiti.

Per quanto questo periodo di lock-down possa essere stato una forma di riparo e protezione per molti di noi, sotto altri aspetti ci siamo però sentiti privati di quella libertà, di quel contatto con la natura, con l’aria aperta, di cui molto spesso sentiamo il bisogno per rigenerarci. Per trarre ispirazione, per diventare migliori. E’ dalle piante che si assorbono energie positive: se sai ascoltare, la natura risponde, spesso più di quanto non si riesca ad immaginare.

Personalmente, negli ultimi mesi, ho avuto modo di sperimentare quanto sia importante mettersi in ascolto di madre natura, quanto sia importante seguire determinati ritmi, non solo il ritmo delle stagioni. Capire che non possiamo andare oltre certi limiti solo perché la tecnologia ci impone di seguire determinati schemi. In questi 3 mesi trascorsi a casa, cercando di superare ognuno a modo nostro questa reclusione forzata, abbiamo ricevuto parecchi segnali che hanno sottolineato come cambiando le nostre abitudini, tutto riprende nuova vita, nuova forma, rigenerandosi: abbiamo visto come riducendo l’uso delle automobili il cielo sia diventato più blu e l’ecosistema abbia iniziato a reagire.

Ed è proprio da questa riflessione che, adesso, bisogna concentrarsi per una ripartenza #terraterra, tenendo conto di tutto ciò che abbiamo vissuto e delle cose che desideriamo cambiare per disegnare un futuro agricolo siciliano fatto di innovazione e di continua salvaguardia dell’ambiente.

Oggi, bisogna acquisire una nuova consapevolezza e, cioè, che non si può pensare di portare avanti la propria attività in maniera individuale ma bisogna mettersi insieme e fare rete, cercando di condividere le proprie conoscenze e competenze per far si che i vari ambiti possano intersecarsi tra loro, consentendo così l’innalzamento degli standard qualitativi e creando maggiori opportunità di business per tutti i settori.

Mi piace citare la frase di John Donne: “Nessun uomo è un’isola” e per quanto noi possiamo definirci “isolani” non possiamo più permetterci di lavorare in maniera autonoma. Il mondo corre velocemente e per adeguarci dobbiamo fare un lavoro di squadra, circondandoci di persone che hanno la nostra stessa visione e che sono pronti al cambiamento, soprattutto in un momento storico in cui non possiamo permetterci di rimanere radicati alle nostre vecchie abitudini.

Il mondo agricolo, oggi più che mai, è strettamente connesso con quello turistico e il valore aggiunto è dato dall’essere parte integrante di un territorio che offre, a quanti lo desiderano, l’opportunità di visitare la nostra splendida isola, di viverla come se fossero abitanti del luogo, come amiamo definirli noi, “isolani per caso”, integrandosi pienamente con la nostra storia, la nostra cultura e le nostre antiche tradizioni, spesso legate al mondo contadino e ai frutti della terra.

Ed è proprio quello che oggi si propone Isolani per caso, attraverso il progetto da poco avviato che offre la possibilità ai viaggiatori individuali, alle famiglie e ai piccoli gruppi, di vivere esperienze uniche, fatte di calore umano e di contatto con la natura. La possibilità di scoprire i territori più reconditi della nostra isola, vivendo delle esperienze che consentano di avvicinarsi al nostro modo di pensare, fatto di autenticità, di genuinità, di altruismo e di voglia di mettersi sempre in discussione.

La ricchezza di noi siciliani è la determinazione, la caparbietà, la voglia di non arrendersi mai, offrendo sempre a quanti lo vorranno un sorriso ed un caloroso abbraccio ma, soprattutto, l’accoglienza fatta con la gioia nel cuore.

 Laboratorio intreccio

 Laboratorio intreccio

Dimostrazione preparazione di ricotta

Attività a cavallo

Amministratore unico e co-fondatore di Isolani per caso s.r.l.s, start up fondata ad ottobre 2019, Daniela Marino vanta una lunga esperienza nel settore turistico: 10 anni nell’hotellerie  e altrettanti nella promozione della Sicilia nell’ambito del turismo congressuale, dove ha ricoperto il ruolo di Direttore operativo fino allo scorso dicembre.

 

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