Distretto C.I.B.O in Sicilia un’opportunità per coniugare Cultura, Agricoltura e Turismo

il 18 febbraio ad Enna si è svolta l’Assemblea del Distretto regionale C.I.B.O. in Sicilia – di cui facciamo parte anche noi Gusto di campagna – nel corso della quale si sono riconfermati i principi e la filosofia che hanno ispirato la nostra Associazione sin dalla sua costituzione nel 2007.

All’interno del nuovo Distretto C.I.B.O. ne saremo quindi portatori attivi e corresponsabili.

Riportiamo a questo proposito un estratto della sintesi programmatica originaria della nostra Associazione a cui i soci da sempre fanno riferimento :

“ In Sicilia, sia per il clima particolarmente favorevole che per le trasformazioni socio-culturali derivanti dalla posizione nel Mediterraneo, si è prodotta in campo agricolo una ricchezza straordinaria di biodiversità che ancora oggi continua a distinguere e caratterizzare i territori attraverso un sempre rinnovato rapporto tra agricoltura e cultura. Da questo rapporto deriva spontaneamente il contesto delle tradizioni gastronomiche siciliane. Le scelte culturali e colturali adottate dai soci di Gusto campagna, si poggiano sulle potenzialità reali di proporre prodotti, oggi innovativi, ottenuti attraverso la conservazione della biodiversità. Tali prodotti, realizzati su base artigianale, sono atti a soddisfare una richiesta di qualità, da parte di un consumatore dotato di sensibilità ambientale ed attento ad aspetti etici e culturali oltre che buongustaio. L’alimentazione moderna è basata sul concetto di salubrità, e in Sicilia esiste un patrimonio, ancora mantenuto dalla sua tradizione e dalla sua cultura, da recuperare , tutelare, gestire per soddisfare, correttamente, l’aumentata richiesta dei prodotti costituenti la base della Dieta Mediterranea.

La Dieta Mediterranea, caratterizzata dalle abitudini alimentari contadine oggi è in abbandono ma l’ UNESCO volendo accreditare questo meraviglioso ed equilibrato esempio di contaminazione naturale e culturale che è lo stile di vita mediterraneo come eccellenza mondiale, ha riconosciuto la dieta mediterranea come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Il termine “Dieta” si riferisce all’etimo greco “stile di vita”, cioè all’insieme delle pratiche, delle rappresentazioni, delle espressioni, delle conoscenze, delle abilità, dei saperi e degli spazi culturali con i quali le popolazioni del Mediterraneo hanno creato e ricreato nel corso dei secoli una sintesi tra l’ambiente culturale, l’organizzazione sociale, l’universo mitico e religioso intorno al cibo.

I diversi territori rurali della Sicilia – risparmiati ancora dall’eccesso di insediamenti industriali, dall’ agricoltura intensiva e dall’ urbanizzazione selvaggia – con i loro elementi ambientali e antropici peculiari e l’esclusività dei prodotti tradizionali tipici, stanno diventando oggetto di un crescente interesse turistico. La campagna si sta quindi sempre più trasformando, da zona soltanto produttiva, in zona di consumo e necessita di sviluppare funzioni sociali, ricreative e gestionali.

I soci di Gusto di campagna coniugano quindi CULTURA AGRICOLTURA e TURISMO promuovendo, per Statuto, la campagna siciliana con una forma di turismo sostenibile: il TURISMO RELAZIONALE INTEGRATO.”

Il Distretto C.I.B.O. durante la prima Assemblea, svoltasi presso l’Università Kore di Enna il 18 febbraio scorso, ha approvato tra gli obiettivi la “valorizzazione delle risorse turistiche collegate ai territori di produzione attraverso il TURISMO RELAZIONALE INTEGRATO e SOSTENIBILE.

Grande soddisfazione per Gusto di campagna che vede adottata la sua formula e rinnovato impegno da parte di noi soci che all’interno del Distretto parteciperemo attivamente mettendo a disposizione tutte le competenze derivate dalla formazione specifica acquisita sulle teorie del TURISMO RELAZIONALE INTEGRATO e dalla pratica derivante dalle attività che svolgiamo da anni per coniugare CULTURA AGRICOLTURA E TURISMO.

Che cosa è il Turismo Relazionale Integrato, per chi non lo sapesse ancora….

“Tradizionalmente il turismo è un’attività del settore terziario che tende ad offrire nella regione di destinazione una molteplicità di risorse materiali ed immateriali (cultura, storia, ambiente), organizzate sistemicamente e rivolte al turista e/o al viaggiatore. Il Turismo Relazionale Integrato (TRI) supera il tradizionale concetto di offerta e domanda turistica limitate all’ambito della competizione economica e riguarda un particolare settore dell’economia, in cui domanda e offerta si incontrano attraverso una gestione equilibrata e combinata delle relazioni interpersonali e delle azioni locali di tipo “bottom-up”. Gli operatori del turismo relazionale coniugano la ricerca del profitto economico con quella di un vantaggio competitivo basato sul valore delle relazioni presenti nel territorio, integrandole con gli elementi storici, naturali e culturali e contribuendo, in questo modo, a valorizzare e preservare prodotti unici, ricchi di storia e tradizione. Il termine integrato, in particolare, si riferisce all’obiettivo di sostenere, attraverso il turismo relazionale, non solo le risorse culturali ma anche le produzioni locali (agricole e artigianali), che diventano in tal modo elementi caratterizzanti del territorio e leve di marketing su cui agire strategicamente per promuovere uno sviluppo endogeno auto-centrato. La valorizzazione del turismo siciliano in primo luogo, può essere conseguita tramite un rapporto sinergico tra la natura e l’ecosistema (soprattutto laddove questo è ancora integro), coinvolgendo l’intero patrimonio culturale ed etno-antropologico di riferimento.

La relazione umana torna ad essere centrale in ogni fase del processo, ivi comprese le transazioni economiche che si arricchiscono di elementi fondati sull’incontro tra culture, persone, valori e diversità; diventando fonte di inter-scambio culturale e umano, innovazione e creatività, capace di stimolare la coesione sociale e la vitalità della società civile.

Pinella Costa Attaguile

Presidente Ass. Gusto di Campagna